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Gilda Tontodonati

 

Gilda Tontodonati (Scafa/San Valentino (PE) 24-11-1926 - Bologna 22-11-2005) 

 

Il fatto che Gilda Sarajo Tontodonati è moglie di un poeta di primaria importanza nell'ambito della letteratura dialettale abruzzese potrebbe far pensare a una timida imitazione affettuosamente condizionata nei temi e nei modi dalla personalità artistica dei marito. In realtà i due hanno in comune, nella produzione poetica, una profonda umanità entro la quale Gilda sviluppa un suo ben definito mondo poetico, tutto nel segno di una gentile femminilità. E' infatti squisitamente femminile quel suo deliberare con rapidi tocchi i più vari motivi, senza tuttavia cadere in ricerche dispersive, trovandosi il salda centro unificante nella sensibilità di un'anima aperta a tutte le sollecitazioni che la vita propone. L'aspetto di questa poesia di gran lunga prevalente e più felice nei risultati sta pertanto nell'attitudine a cogliere, con mano leggera e con efficaci forzature espressive di tipo analogico o allussivo, sensazioni delicate, attimi fuggenti pervasi da una serena fiducia nella vita.

 

 

E un genere di lirica che, come del resto ogni arte, impone uno sforzo perenne di superamento per la necessità di comunicare sempre nuove e impalpabili sfumature del sentimento e della fantasia in un continuo affinamento dei mezzi espressivi. in questo senso giova notare in questa raccolta, sotto il profilo formale, i tanti componimenti dalla verseggiatura modernamente concentrata, rapida, essenziale, quanto basta per cogliere felicemente la momentanea ispirazione senza inutili prolissità. Sono piccoli, ma profumati fiori sbocciati in un'aurora di delicata poesia.

 

Italo Ghignone

 


 

Questa nuova raccolta di liriche “ Coriandoli d'amore” di Gilda Tontodonati si collega con la precedente, “Il Ventaglio“, oltrechè per il particolare linguaggio poetico, anche per la straordinaria varietà dei motivi ispiratori.
In complesso ciò che particolarmente si avverte è una delicata soggettività femminile tutta tesa a comunicare, con rapidi accenni e con parole cariche di forza espressiva, una gamma ricchissima di sensazioni che scaturiscono delle esperienze del vivere e dai più vari aspetti della natura.
L'unità della raccolta consiste infatti nell'acuta sensibilità dell'Autrice a quanto di bello e di gentile offre l'esistenza sia nel mondo degli affetti che nella realtà naturale.
Il verseggiare fluido e spontaneo sembra seguire un ritmo dell'anima sempre aperta alle voci anche più fugaci, alle sensazioni minime che la realtà offre o che scaturiscono dalla ricchezza dei sentimenti.

 

 

D'argentei fili d'erba
son le corde dell'arpa
che con tocchi leggeri
il vento accarezza

 

 

Una poesia di questo genere comporta anche, pur nell'immediatezza del linguaggio, esigenza espressive che talora richiedono alla parola quelle tensioni analogiche, quei valori allusivi già evidenti nella precedente raccolta. Un esempio qualsiasi:

 

 

Magiche armonie
soffuse d'azzurro
abbracci lunari
velati d'argento.

 

 

E i sentimenti variano dalla gioia del vivere (“La vita è luce – che risplende d'amore”) alla serena accettazione del tempo che passa, alla malinconia anche profonda :

 

 

Lastricate di sogni
son le strade della vita
sogni che si sfaldano
al logorio dei giorni

 

 

Bisogna tener presente che una parte di queste liriche è stata composta dopo la morte del marito Giuseppe Tontodonati, validissimo poeta dialettale abruzzese, ma anche non meno significativo cultore della poesia in lingua.
Ciò non può non aver lasciato un'impronta nella creatività di un'anima sensibile. Comunque, l'apertura a tutte le sollecitazioni dell'esistenza, la serena fiducia nella vita rimangono i motivi ispiratori fondamentali di questa nuova proposta poetica.

 

Italo Ghignone

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